Patrick Marini

gennaio 20, 2007

E’ giunta l’ora di rimettere le cose a posto

Filed under: Architettura, Mondo che cambia — π@3κ @ 9:49 am

Philippe Stark

se si vuole capire quel che accade oggi e quel che accadrà domani, occorre andare molto indietro nel tempo. Bisogna sapere che a un dato momento eravamo dei batteri, poi siamo diventati delle rane e tutto filava liscio. vivevamo nell’acqua. L’uomo gettava il proprio seme, la donna gettava le proprie uova, e la corrente raccoglieva tutto. Un giorno l’uomo e la donna salgono sulla terra. come al solito la donna getta il proprio uovo, ma a quel punto il problema è che l’uovo resta per terra. accade qualcosa di straordinario, quando l’uovo resta là per terra la donna si innamora follemente dell’uovo e si assiste all’invenzione dell’essenza della nostra civilizzazione: l’amore. è l’amore materno. Protegge il suo uovo, vuole proteggere il suo uovo e se possibile migliorarlo. chiama il marito, lui vede tante cose; va a caccia, quindi vede la vita, la morte e i grandi spazi. ha paura di tutto, non capisce, non ha i mezzi per svilupparsi, e ogni volta che non capisce apre una porta nel cielo, così, e vi mette tutto quello che non capisce: la vita, la morte e così via. E via via che vi introduce cose incredibili, la scatola nel cielo diventa sempre più potente. La moglie gli dice: “dimmi mio caro come potrei proteggere, migliorare il mio uovo?”, e lui dice “ascolta, non so ancora in che modo. ma so a cosa deve somigliare.” Lei ha appena inventato l”amore, lui ha appena inventato dio, e l”amore e dio hanno appena inventato il progresso. E il progresso passerà attraverso la fabbricazione di strumenti che tenteranno di darci una vita migliore affinché la nostra discendenza possa essere migliore, vivere più a lungo ed essere più felice. Facciamo un salto di qualche milione d’anni e arriviamo a oggi e vediamo che tutti gli strumenti inventati per servircene si servono di noi. In pratica la situazione si è capovolta. E se i nostri poveri antenati, dopo tutta la loro fatica, ci vedessero oggi, sarebbero tristi perché ci vedrebbero come schiavi degli strumenti da loro inventati. Oggi la priorità è quella di rimettere le cose al loro posto. Stiamo per cambiare millennio – amiamo le date simboliche – è divertente, la stampa ne parlerà tanto, approfittiamone.
E’ il momento di rimettere la materia dove deve stare, e gli uomini dove devono stare. L’uomo sarebbe così più felice, vivrebbe meglio, e se fosse più felice ritroverebbe una cosa che sta per perdere, la più bella cosa mai inventata – è l’amore. oggi la produzione deve riconsiderare la propria legittimità in modo da potersi dire: “questo oggetto deve esistere? ci serve veramente? non siamo forse noi che veniamo usati? è portatore d”amore? ci porterà felicità?”. La produzione sarà così, è per questo che oggi lavoro su quello che chiamo il “non-prodotto” per il “non-consumatore” del mercato morale del terzo millennio, ovvero questa sera o domani.
Coloro che non hanno compreso questa problematica di ridiscussione del rapporto fra uomo e materia, creeranno cose obsolete o pericolose. L’uomo deve tornare al proprio posto, e l’amore deve nuovamente legare le persone fra loro e non deve essere sinonimo di possesso, di materialità come oggi. Quello che oggi vi dico può sembrare incredibile, eppure può molto divertente, perché se lo si fa con creatività può entusiasmare. E l’entusiasmo è una cosa che ho visto sparire. Quando ero piccolo mi vedevo con i miei compagni, ci si divertiva, ho visto cose entusiasmanti, e da allora più niente, è tutto triste. occorre reintrodurre parole che oggi sono fuori moda, che oggi sono ridicole. La parola compassione, confiscata dalla chiesa; una bellissima parola che significa dare amore senza aspettarsi niente in cambio. La parola civismo, confiscata dallo stato, ovvero le leggi per vivere in comune. Esiste cosa più bella di questa? esistono parole come questa alle quali occorre dare un nuovo valore per diventare una società umana, civilizzata, e riprendere la nostra evoluzione per diventare persone realmente civili.

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