Patrick Marini

dicembre 20, 2006

Marina di Grosseto, i Nuovi Granduchi colti in fallo

Filed under: Fragile Maremma — π@3κ @ 7:39 pm

di Maurizio Bologni, La Repubblica, Firenze cronaca XV del 20/12/2006

«QUANDO era all’opposizione il centrosinistra abbandonò l’aula per non votare quell’incremento urbanistico ecologicamente insostenibile. Ora che governa il Comune di Grosseto, quello stesso centrosinistra manda avanti la pratica con un atto di dubbia legalità». L’accusa è del WWF. E’ diretta contro l’amministrazione comunale maremmana guidata da Emilio Bonifazi. E riguarda la tormentata vicenda del recupero a residenze turistico alberghiere delle ex colonie di Marina di Grosseto. L’operazione è figlia delle giunte di centrodestra, che negli anni scorsi l’approvarono sollevan do la protesta del centrosinistra e degli ambientalisti, con il Wwf che nel 2005 ha ricorso al Tar contro .il provvedimento. Ma ecco che adesso — denuncia il Wwf — : <La nuova amministrazione di centrosinistra ha recentemente accolto una Dia (Dichiarazione inizio attività) per i lavori di sola demolizione delle colonie Bodoni e Saragat (36.226 mc) e di scavo dei futuri nuovi fabbricati (122.610 mc di sabbia). Tutto ciò — rimarcano gli ambientalisti— in contrasto con l’unico orientamento giurisprudenziale che sancisce il divieto a frazionare le autorizzazioni e impone che l’atto legittimante i lavori debba essere unico e riferirsi alla totalità dell’opera dal suo inizio fino al suo completamento».
Se questa volta il Wwf ritiene di aver colto in fallo il Comune su un aspetto meramente giuridico — sul quale si chiede una verifica al sindaco Emilio Bonifazi—la battaglia di fondo riguarda la tutela dell’ambiente, che gli ecologisti ritengono minacciato dal piano di recupero. «L’area in questione —ricorda il Wwf—è sottoposta al vincolo idrogeologico, al vincolo paesaggistico, contiene un edificio notificato come bene culturale (colonia San Rocco), è limitrofa alla Diaccia Botrona, area umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar, è contigua ad area classifìcata Sic (Sito di importanza comunitaria)». In un’area con questa caratteristiche, la vecchia giunta di centrodestra approvò una delibera che — ricorda ancora il Wwf— «comporta l’aumento della già consistente volumetria urbanistica prevista dal Prg, che passa da circa 65.000 a oltre 85.000 metri cubi, con insostenibile incremento urbanistico in altezza (fabbricati che si elevano fino a sei piani superando le chiome dei pini) e nel sottosuolo, spingendosi fino ‘ a 13,50 m sotto il livello del mare ed incuneandosi completamente con ulteriori tre piani nella sottostante falda acquifera che, nella zona in questione, si incontra a quota +0,36 m sul livello del mare. Tutto ciò — conclude il Wwf— è in contrasto con i pareri geologici che prescrivono di non interagire con la falda freatica, risorsa naturale essenziale e ad alto rischio lungo la fascia costiera, e di non infrangere il delicato equilibrio del sistema naturale costituito dalla pineta e dal cordone dunale litoranee».

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