Patrick Marini

agosto 6, 2006

Elenco delle funzioni – 1979

Filed under: Zevi — π@3κ @ 12:57 pm

Bruno Zevi (Roma 1918, 2000) architetto, storico e critico di architettura
da “Il Linguaggio Moderno dell’Architettura, guida al codice anticlassico” piccola biblioteca Einaudi, 1979

Prima invariante del linguaggio moderno dell’architettura: L’elenco come metodologia progettuale
Blade Runner di Ridley Scott 1982
Blade Runner, Ridley Scott 1982 Principio genetico del linguaggio moderno, compendia in sé tutti gli altri. Segna la linea di demarcazione etica ed operativa tra coloro che parlano in termini attuali e i ruminanti delle lingue morte: ogni errore, involuzione, blocco psicologico, arrugginimento mentale in sede di progettazione è riconducibile, senza eccezioni, al mancato rispetto di questo principio. Si tratta quindi di un’invariante basilare del codice contemporaneo.
   L’elenco implica il disfacimento e la ripulsa critica delle regole classiche, cioè degli «ordini», degli a priori, delle frasi fatte, delle convenzioni di qualsiasi origine e genere. Nasce da un atto eversivo di azzeramento culturale che induce a rifiutare l’intero bagaglio delle norme e dei canoni tradizionali, a ricominciare da capo, come se nessun sistema linguistico fosse mai esistito, e dovessimo costruire, per la prima volta nella storia, una casa o una città.
   Cardine etico, prima che operativo. Infatti, occorre spogliarsi, con tremendo sforzo e immensa felicità, dai tabù culturali di cui siamo eredi, individuandoli in noi stessi e dissacrandoli, uno per uno. Per l’architetto moderno, tabù paralizzanti sono i dogmi, le consuetudini, le inerzie, gli strascichi accumulati durante secoli di classicismo. Negando e annientando ogni modello istituzionalizzato, egli si libera dall’idolatria. Ricostruisce, rivive il processo di formazione e sviluppo dell’uomo, e constata che, nel corso dei millenni, gli architetti hanno più volte azzerato la scrittura figurale, cancellando ogni precetto grammaticale e sintattico.

Il classicismo, antico o pseudo-moderno, inscatola le funzioni umane coartandone la specificità; poi sovrappone e giustappone le scatole, in modo da formare uno scatolone edilizio. L’elenco risemantizza i volumi e, raggruppandoli, ne tutela l’individualità.

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