Patrick Marini

Novembre 20, 2006

Buio primordiale addio

Archiviato in: Inquinamento luminoso — Patrick Marini @ 1:40 pm

la Terra fotografata dal satellite ci mostra un immenso spreco di energia che ha ovvie e gravissime ripercussioni sull’ambiente. Non solo: l’inquinamento luminoso crea attorno al pianeta un alone che ci impedisce di vedere le stelle: fino al secolo scorso, da una qualsiasi città d’Europa, di notte, si osservavano a occhio nudo almeno duemila astri. Oggi, non più di sessanta.

l’impatto dell’inquinamento luminoso è più grave sull’ambiente costiero: fari e neon disturbano le migrazioni degli uccelli. Per l’International Dark-SkyAssociation, lo spreco di luce negli Stati Uniti equivale a 23 milioni di barili di petrolio all’anno, ovvero 1 miliardo e 300 milioni di dollari in fumo.

Dal cielo l’Italia è uno dei paesi che si distinguono meglio. La ragione è semplice: dissipiamo moltissima luce nello spazio. L’astronomo Pierantonio Cinzano prevede che nel 2025 l’inquinamento ottico avrà cancellato il buio primordiale anche in Maremma, sul Gennargentu e nel parco del Pollino: gli unici tré territori, in Italia, dove si può ancora ammirare un cielo notturno in assenza totale di luce. L’Uai (Unione astrofili italiani) ha quantificato questo ingiustificato spreco: ogni anno, la cattiva gestione degli impianti d’illuminazione dilapida 350 milioni di euro. Legambiente ritiene che basterebbe montare sugli impianti lampade ad alta efficienza per risparmiare l’energia sufficiente a fornire elettricità a una città di 125 mila abitanti.

1 Commento »

  1. abito a massa marittima in maremma e sono tra le pchissime persone che si preoccupa delle accecanti illuminazioni sempre + frequentemente installate su parcheggi semideserti, campi da tennis di agriturismi (anche in assenza di turisti) e persino al cimitero. sono pertanto contenta di aver trovato nel vs articolo una conferma alla mia preoccupazione. ma mi domando: cosa posso fare?

    Commento di anna guld — Novembre 24, 2006 @ 9:16 pm


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