Frank Lloyd Wright (1867-1959)

Invariante sesta del linguaggio moderno: lo spazio temporalizzato, vissuto, socialmente fruito, atto ad accogliere ed esaltare gli eventi. Coinvolte nello spazio temporalizzato, le prime cinque invarianti assumono nuovo spessore. L’elenco ne è la premessa. L’asimmetria e le dissonanze, connotati indispensabili, perché davanti ad un edificio simmetrico non ci si muove, lo si contempla e basta. L’antiprospettiva, altra conseguenza; temporalizzare significa spostare il punto di vista senza tregua. La metodologia scompositrice e le strutture in aggetto sono strumenti diretti a temporalizzare, frammentano la scatola, ne addentano gli angoli. (Bruno Zevi “Il Linguaggio Moderno dell’Architettura, guida al codice anticlassico” piccola biblioteca Einaudi 214, 1979)

Luglio 11, 2006
Solomon R. Gugghenheim Museum 1943-46, 1955-59
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