Frank Lloyd Wright (1867-1959)
Phoenix, Arizona (5800, Grange Rd.). Distrutta da un incendio. Massicci bastioni in ” cemento del deserto “, sovrastruttura in legno, vetro e tela, come a Taliesin West. Nel suo risultato profondamente plastico, era un capolavoro di questo periodo, afferma Henry-Russell Hitchcock. Dopo l’incendio del 1942, resta soltanto un grande ammasso murario che spicca sul cielo con un profilo più bello di quello che la casa stessa presentava quand’era intatta, giudica Peter Blake. Le fonti d’ispirazione? Siamo in Arizona. Ritorno al primitivo, ma rigetto di ogni primitivismo ideologico di marca illuminista. La favola del buon selvaggio appare remota ed ostile. Così quella delle innumeri «comuni» puritane e fourieriane sempre riaffioranti nel costume americano. Niente Rousseau, niente Fourier. Semmai, si potrebbe parlare di Einstein e di Freud, tradotti in chiave ottimistica, di esplosiva esistenzialità.
Frank Lloyd Wright - Bruno Zevi - Zanichelli 1979
